Siamo un paese avviato in un tunnel senza fine, buio oscuro, siamo un paese ridotto allo stremo, siamo messi proprio male. Abbiamo un premier che pensa in prevalenza a sistemari gli affari delle imprese di famiglia, si sottrae al giusto giudizio della giustizia, occupa lo spazio pubblico per rattoppare alle malefatte compiute per acquisire un monopolio mediatico, che sfrutta continuamente al fine di promuovere il proprio operato, la politica dei "fatti e non pugnette". Siamo messi male perchè abbiamo un'economia da repubblica delle banane, manovrata da fiscalisti anonimi, tesi alla composizione di finanziarie sterili, grame, cieche e sorde. Siamo messi male perchè l'istruzione, l'università e la ricerca sono soffocate, disintegrate. Siamo messi male perchè l'occupazione è ridotta al minimo, la disoccupazione giganteggia e le risposte del governo sono scarse, se non nulle. Siamo messi male perchè la maggioranza politica cavalca l'onda sotto la bandiera del razzismo, della xenofobia, dell'integralismo cattolico a cui è asservita, prona, del leghismo ricattatorio. Siamo messi male perchè l'intolleranza la fa da padrona, perchè l'ottimismo patinato dai media fa presa sulla popolazione. Siamo messi male perchè si avverte palpabile un distacco delle caste dal popolo, inebriato dall'arrivismo, dal consumismo sfrenato, dall'edonismo. Siamo messi male perchè i furbetti e le furbette del quartiere scelgono la strada più facile, quella più remunerativa, per giungere agli scopi prefissati. Sin qui nulla di nuovo, è come sparare cui portantini della Croce Rossa mentre infuria la battaglia.
Ma dall'opposizione non si levano voci convincenti, risolutive. Siamo ridotti a innalzare ad icona della resistenza anti-berlusconiana addirittura un Di Pietro, emblema dell'ignoranza "che c"azzeccosa", un forcaiolo nato, un magistrato dalle dubbie qualità, che senza i riflettori delle televisioni, al tempo di Mani Pulite, sarebbe rimasto nell'anonimato del questurino. Il manettaro a tutti i costi è quanto di più lontano si possa immaginare dalla democrazia, dal buon governo (qualche lato oscuro lo ha anche lui, vedi inchiesta di Brescia). Sull'onda dell'anti-berlusconismo ha aperto un partito discusso e discutibile, con filiali ramificate sul territorio, ma non limpido, che non condivide con il popolo un progetto politico veramente alternativo alla destra, poichè quella è la radice da cui proviene. Di Pietro è di destra, una destra tutta sua, ma non certo ambientalista, visto che è un cementificatore nato.
Siamo ridotti ad innalzare ad icona dell'anti-berlusconismo un Marco Travaglio, nato come giornalista in area cattolica, collaboratore di Indro Montanelli al tempo de Il Giornale, autore di articoli sul fascistissimo Il Borghese inerenti alla pubblicazione di intercettazioni telefoniche dei compagni de Il Manifesto e di Lotta Continua. Un esponente di quel giornalismo con estrazioni di destra, che cavalcano, accompagnati da laute prebende, l'anti-berlusconismo senza un progetto politico di popolo alla base. A fargli buona compagnia ci sono Michele Santoro e Fabio Fazio, uomini da milioni di euro all'anno, che tengono a cuore le proprie carriere televisive, ma nulla hanno a spartire con i lavoratori, con gli oppressi, con i cassa-integrati con le istanze della gente comune, con la parte sana del paese, quella che vuole cambiare davvero qualcosa, che non sia altro l'ubriacamento televisivo. E' forse questa l'intellighenzia che dovrà cambiare l'Italia? Evidentemente NO!
Siamo ridotti male perchè dobbiamo riporre le speranze di un ribaltamento non a un progetto politico concreto, dobbiamo sperare che Berlusconi sia mandato a casa dai magistrati. Questa è oggettivamente un'altra casta, un corpo dello Stato che gode di privilegi, visibilità che sfrutta per iniziare carriere politiche. La Giustizia da millenni non è al servizio del popolo, ma contro il popolo. In nome della Giustizia spendiamo i nomi di Falcone e Borsellino, martiri della Giustizia vera, ma uccisi, prima di essere morti, dal Corvo, da Carnevale ammazza-sentenze, dal procuratore Meli, anch'essi facenti corpo della casta. Per un Caponnetto, un Falcone, un Borsellino, un Caselli, un Rosario Livatino, ci sono castaioli incalliti, personaggi in cerca dei riflettori per proiettare il proprio operato in una futura carriera politica, ci sono travet. La magistratura è un corpo a sé, che vive di corpuscoli che agiscono slegatamente, senza un fine comune: l'autorità di polizia giudiaziaria assicura i fuorilegge, i PM propongono pene, i giudicanti operano scelte discutibili, i giudici del riesame non si sa su che criteri lavorano, i giudici di sorveglianza rimettono in libertà con facilità e leggerezza estrema. Tutto fuorché un progetto politico alternativo che parta dalla base del popolo.
Saimo ridotti male perchè la parte intellettuale del paese, costituita in prevalenza dagli accademici non è disposta a condividere un briciolo delle proprie posizioni, del proprio potere. Siamo ridotti male perchè l'opposizione ha dormito lunghi sonni sulla questione del puttanesimo, del transexismo, destandosi solo ora, che ha scoperto con Bersani che la crisi non è finita; viene da chiedersi dove è stato sinora. Siamo ridotti male perchè la sinistra è atomizzata, non riesce ad esprimere un progetto comune alternativo alla destra populista e totalitaria. Siamo ridotti male perchè i sindacati si sono staccati dalla base, difendono privilegi e poltrone. Siamo ridotti male perchè il popolo è ipnotizzato dai media, da quelli governativi e da quelli di un'opposizione cialtrona, un'opposizione che difende anch'essa interessi personali, poltrone, privilegi opportunistici, che ha tradito e tradisce i principi sanciti dalla Resistenza e dalla Costituzione dei padri fondatori.
Siamo contro Berlusconi, un danno per il nostro paese, ma non per questo dobbiamo perdere l'obiettività. Le rivoluzioni devono partire dal basso, dal popolo, da chi è ridotto alla povertà, da chi ha perso il lavoro, da chi non arriva a fine mese, dai paria che i signori della politica, dello spettacolo, della cultura (bassa e becera) hanno dimenticato.
SVEGLIATI O POPOLO!!!!
