"Senza vento l’aria sarebbe stata uno stagno putrido, ma anche le ventate risanatrici trascinavano con sé tante porcherie", "Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi", "Dopo sarà diverso, ma peggiore", sono frasi topiche tratte da Il Gattopardo, dialoghi serrati, intessuti di riferimenti politici conseguenti alla ventata di "rinnovamento" e "riforma" che accompagnavano l'annessione del regno borbonico all'Italia nascente, ma già decadente e corrotta, marcia sin dalle fondamenta.
Il concetto è perfettamente applicabile alla "riforma" dell'Università fortemente voluta da, Mery Star Gelmini direte voi, no, voluta da chi tiene le sue fila, dal pezzo da novanta che fa muovere i pupi del consiglio dei ministri d questa disastrata repubblica. E' un disegno ce viene covato da lungo tempo, quello di strozzare gli atenei, fucina di pensiero contro-berlusconi. Vi hanno pensato il tandem Tremonti-Gelmini, pronti a eseguire i voleri del capo, togliendo l'ossigeno della liquidità alla notra Università, alla Ricerca scientifica e umanistica, cercando di interrompere le sinapsi di quel grande cervello pensante liberamente. E già i pedissequi elettori del regime hanno esultato, mettendo all'indice la classe docente storicamente di sinistra, per queste povere menti, senza considerare che l'Università italiana è stata messa in ginocchio da una precedente riforma ideata con scelleratezza da Luigi Berlinguer, attuata criminalment da Letizia Moratti ed esaltata dal premier come una panacea.
Che l'intento sia di suscitare un ricambio accademico, di promuovere una classe docente accademica favorevole all'orientamento conservatore di Berlusconi, è comprovato da alcuni punti della riforma Gelmini, particolarmente dall'ineleggibilità dei rettori per oltre due mandati e dalle commissioni formate da accademici anche stranieri per l'ottenimento dell'abilitazione all'insegnamento. A parte sporadici episodi di nepotismo, in quella terra di nessuno che è il Sud, i rettori si sono alternati democraticamente alla conduzione degli atenei, salvo alcuni casi in cui il rettorato si è prolungato anomalmente, guarda caso proprio da parte di personaggi legati alla destra. Le commissioni chi le compone? Questo è un bel quesito. Ma saranno eternamente manovrabili da un ministero sempre più fantoccio, questa è una certezza.
Cambiare tutto per non cambiare nulla. Resistere per non essere travolti.

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PeterPan12 alle ore 00:57 |
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