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Riflessioni, pensieri sparsi, urla di rabbia

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Utente: PeterPan12
Nome: Dottor Ghearts
Chi sono: bella domanda. Non riesco più a sopportare un'Italietta popolata da italioti, da egoismi particolari, da cinici, da prepotenti e dagli sciocchi. Chi volesse ricevere gratis le pubblicazioni di Peter invii una mail. saranno presi gli opportuni accordi. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001
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mercoledì, 04 novembre 2009

Cambiare tutto per non cambiare nulla

"Senza vento l’aria sarebbe stata uno stagno putrido, ma anche le ventate risanatrici trascinavano con sé tante porcherie", "Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi",  "Dopo sarà diverso, ma peggiore", sono frasi topiche tratte da Il Gattopardo, dialoghi serrati, intessuti di riferimenti politici conseguenti alla ventata di "rinnovamento" e "riforma" che accompagnavano l'annessione del regno borbonico all'Italia nascente, ma già decadente e corrotta, marcia sin dalle fondamenta.

Il concetto è perfettamente applicabile alla "riforma" dell'Università fortemente voluta da, Mery Star Gelmini direte voi, no, voluta da chi tiene le sue fila, dal pezzo da novanta che fa muovere i pupi del consiglio dei ministri d questa disastrata repubblica. E' un disegno ce viene covato da lungo tempo, quello di strozzare gli atenei, fucina di pensiero contro-berlusconi. Vi hanno pensato il tandem Tremonti-Gelmini, pronti a eseguire i voleri del capo, togliendo l'ossigeno della liquidità alla notra Università, alla Ricerca scientifica e umanistica, cercando di interrompere le sinapsi di quel grande cervello pensante liberamente. E già i pedissequi elettori del regime hanno esultato, mettendo all'indice la classe docente storicamente di  sinistra, per queste povere menti, senza considerare che l'Università italiana è stata messa in ginocchio da una precedente riforma ideata con scelleratezza da Luigi Berlinguer, attuata criminalment da Letizia Moratti ed esaltata dal premier come una panacea.

Che l'intento sia di suscitare un ricambio accademico, di promuovere una classe docente accademica favorevole all'orientamento conservatore di Berlusconi, è comprovato da alcuni punti della riforma Gelmini, particolarmente dall'ineleggibilità dei rettori per oltre due mandati e dalle commissioni formate da accademici anche stranieri per l'ottenimento dell'abilitazione all'insegnamento. A parte sporadici episodi di nepotismo, in quella terra di nessuno che è il Sud, i rettori si sono alternati democraticamente alla conduzione degli atenei, salvo alcuni casi in cui il rettorato si è prolungato anomalmente, guarda caso proprio da parte di personaggi legati alla destra. Le commissioni chi le compone? Questo è un bel quesito. Ma saranno eternamente manovrabili da un ministero sempre più fantoccio, questa è una certezza.

Cambiare tutto per non cambiare nulla. Resistere per non essere travolti.



Commenti
#1    05 Novembre 2009 - 06:28
 
l'unico commento possibile a questa riforma è andare  a vedere quanti ricercatori stanno abbandonando la nave che affonda...io,nell'ambiente dove ho lavorato,solo in questo momento,ne conto decine.fra un po' di anni ,quando finalmente il nano se ne andra',noi non avremo più una ricerca degna di questo nome,perchè tutti i migliori se ne saranno andati e finalmente avremo una società completamente lobotomizzata ai piedi di lor signori....auguri,io intanto me ne vado in america a lavorare,auguri a voi che restate!!!!
utente anonimo

#2    13 Novembre 2009 - 22:26
 
 Ciao, mi chiamo Guido Mastrobuono e sono un cacciatore di articoli per un concorso che si chiama “Concorso Permanente di Parole ed Immagini” e mette a confronto articoli che stimolino una discussione in ambito folisofico, sociale o politico (vedi l’indirizzo http://lavoristi.ning.com/profiles/blogs/concorso-permanente-di-parole ).

A mio avviso, questo articolo arricchirebbe il nostro concorso e volevo suggerirti di inserirlo.

Il concorso, in realtà, è una scusa per convincere la gente a metterci a disposizione spunti per la discussione. Noi poi ne parliamo e ci creiamo un’idea nostra sui più svariati argomenti.
Infatti, la concorrenza tra autori non è una cosa che ci appartiene: noi creiamo nella collaborazione. E dal confronto con gli altri, noi aumentiamo il nostro sapere.
Comunque la pubblicazione offerta in premio ai vincenti è vera ed effettiva.

Se lo vorrai, potrai tranquillamente inserire, al piede degli articoli un link al tuo blog cosa che lo renderà più noto e facilmente raggiungibile.

Un saluto

Guido Mastrobuono
utente anonimo

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