Riflessioni, pensieri sparsi, urla di rabbia
"Il largo uso che i politici e i media fanno del termine populismo ha contribuito a diffonderne un’accezione fondamentalmente priva di significato: è rilevabile infatti la tendenza a definire populisti attori politici dal linguaggio poco ortodosso e aggressivo".
Costituisce un populismo di bassa lega il triviale coro da infima taverna in cui si dileggia, insulta e denigra, per usare pacati eufemismi, interi corpi demografici della nazione Italia. Costituisce populismo di bassissima lega giustificare tali cori con l'atmosfera sportiva, con lo sfottò bonario tra camapanili instauratosi alla fine di una serata birrescamente briosa: così il poco onorevole Salvini, senza peraltro chiedere scusa alcuna al popolo pesantemente insultato, ha spiegato il senso degli insulti, bonari secondo lui, si intende. Costituisce populismo di lega melmosa ironizzare sugli insulti bestemmianti, come ha malamente fatto il senatùr ictoso, rilevando unicamente che il maestro di canto alla fine non gorgheggia bene. Costituisce una rapina all'etica degli elettori non dimettersi da qualsiasi incarico parlamentare, bensì recarsi a rappresentare tutti gli italiani in sede europea, anche quelli pesantemente offesi. Da napoletano mi sento mortalmente offeso, e vorrei ricordare ai signori leghisti che, quando loro girovagavano senza meta tra i testicoli dei loro avi, come spermatozoi, anche allora ciechi e ignoranti, la civiltà napoletana vantava una cultura secolare nelle arti e nelle lettere, persino i vibrioni sapevano leggere e scrivere.
La lega è il cancro della società italiana, un concetto da ribadire a forza, e se questa ci deve rappresentare, se Bossi, Borghezio, Calderoli e Salvini ci devono rappresentare, allora gli Dei di Roma ci salvino dalla catastrofe, dall'incultura e dall'ignoranza etica e politica.
Ringraziamoli comunque, se non altro per aver mostrato il loro lato oscuro, le mire separatiste mai sopite, razziste e incivili, la loro avversità al diverso, il compiacimento nel coltivare l'orticello di casa, il populismo infido e periglioso. Da napoletano non vi ringrazio, ma vi mando sentitamente a coglier violette, vestiti di rosso, in un prato popolati di tori furibondi.

