Riflessioni, pensieri sparsi, urla di rabbia



Er Rutellone de nojartri se ne va, ha Barbarella sua che l'aspetta, già con due piedi in Mediaset. Come se non lo sapessimo, sai che novità, Francesco "guarda come sono bello" deve trovare la sua centralità e, come primo tappone, ma solo di sosta, va a fare una visita a Casini, in attesa di fare il grande salto e, dopo anni di lungo corteggiamento, convolare a giuste nozze con il Tappone successivo suo, testimone Barbarella, principessa in ostaggio alla corte del cavaliere, nel miglior stile della storia antica.
Non è una gran perdita quella di Rutelli, specialmente se rimorchia la Binetti, novella Giovanna d'Arco, un poco stagionata, un poco tanto tardona, ma sempre pronta a riprendersi la Vandea. Sarà il caso di dare la benedizione a questa nuova spedizione dei 25. Per loro si aprono prospettive centriste, ritroveranno la loro "centralità" innata e faranno opposizione esterna, rispetto allo schieramento naturale, ossia Il Pidielle. Amen.
Ma intanto per un piacione che va, ecco che si presenta un nuovo pretendente alla corte di Penelepo Bersani: il Tonino nazionale che, tra un muggito e un altro, manda in avanscoperta i suoi ambasciatori. Pier Luigi, stai attento, non cadere nel trappolone di Di(san)pietrino, quelli tirano sassate alla cieca, mostrano le mani candide, ma mostrano il dorso. Non si costruisce un'alternativa di governo con l'anti-berlusconismo tout court, un anti ondivago, zeppo, infarcito di ripicche e sete di vendette per torti subiti. L'IDV sta alla sinistra, come Berlusconi sta a De Gasperi; Di Pietro il cementificatore, Di Pietro il pontista, Di Pietro che cavalca l'onda del dissenso nel vuoto lasciato da Franceschiello Primo, detto Dario. L'orda barbarica che si fa chiamare Italia dei Valori, non ha valori condivisi con la sinistra, caro Pier Luigi, non ascoltare le loro sirene, che sono solo quelle di memoria celerina. Pier Luigi guarda a sinistra, quella vera, non i gendarmi di destra convertiti all'opposizione.
Chi vuol intendere intenda, chi vuol farsi fregare si accomodi, ma chi è un poco sveglio si è già accorto dell'insidia scivolosa Di(san)pietrina. Pier Luigi, stamose attenti!!!
Va bene, l'ennesimo scandaletto gossipparo è scoppiato, questa volta dall'altro lato della barricata. Il governatore Marrazzo è stato colto con i testicoli nel trans, o con le mani nella marmellata, come va meglio a voi. Al braccio armato (di penna) del Pidielle non è parso vero poter gustare un piatto così succulento, offrirlo ai lettori pidiellin-fascio-leghisti condito con grassi sughi, straboccanti di oleosi, untissimi condimenti, una pacchia per il livido colesterolo politico coltivato in questi mesi di attacco erotico all'arrapato del consiglio.
E' emerso dalla rete, in questi giorni, tutto il becero e volgare chiacchiericcio dei camerati, quelli che "siamo famiglia, casa, chiesa e bordello", quelli che "una sveltina in piedi anche con una troia è bello", quelli che "mettersi in fila al sabato sera per andare a puttane è lecito". Questi soggettini non vedono al di là del proprio orientamento sessuale, ovvero solo ed esclusivamente la posizione del missionario, accompagnata da 15 flessioni cameratesche, questo il tempo necessario per pompare la moglie, fidanzata o mercenaria di turno.
Le inclinazioni sessuali sono insindacabili, è un diritto che dovrebbe essere sancito dal legislatore, discriminare per l'orientamento sessuale dovrebbe essere punito penalmente, anche se il revival fascista ripropone quotidianamente l'intolleranza per tutto ciò che è diverso dal machismo. Duole constatare che anche tra i progressisti, qualcuno ha storto il naso per la vicenda Marrazzo, ha sollevato obiezioni sull'etica sessuale in questione, ma si sa, la Binetti più che altro è invidiosa, avrebbe voluto chiamarsi Natalia e gustarsi gli infuocati momenti di intimità.
Proviamo ad aprire uno scenario ipotetico, fantascientifico, del tutto irreale: mettiamo che, sempre in via immaginaria, che qualcuno vicino alla maggioranza, conoscesse le abitudini del governatore della Regione Lazio. Proviamo a ragionare sul fatto che, attracerso i soliti loschi figuri dei servizi, abbia avvicinato i quattro militari dell'Arma, nonchè i trans coinvolti nella vicenda. Ipoteticamente si potrebbe supporre una messa in scena a regola d'arte, tanti i rappresentanti dell'ordine e i trans sono spendibili sul piano etico, morale e giudiziario. Ottenuta la miscela esplosiva, fantastichiamo sul fatto che si faccia esplodere la "bomba" con un detonatore a distanza, dagli effetti devastanti, proprio sotto le primarie. Questo spiegherebbe la candida e angelica affermazione del direttore di Chi (non voglio nemmeno chiamarlo giornale), il rifiuto di pubblicare il video dello "scandalo": tanto, senza alcun esborso finanziario, sapevano tutti, a droit, che sarebbe venuto tutto a galla, pilotato, telecomandato. In troppi sapevano, in troppi telefonavano...
Scienza o fantascienza? Ancora una volta la cronaca insegna che il gossip scandalistico porta solo il caos, la confusione, e serve a chi manovra i pupi, ai pezzi da novanta, per intorbidire le acque. Come cittadini siamo stufi, vogliamo che siano risolti i problemi del paese, senza la pagliacciata di ponti e centrali e sesso. Basta.



